Alessandro Rotta

Fotografie e Parole, Amore e Odio, Corpo e Anima, Energia e Materia

Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)

aprile3

Mi chiedo cosa ci sia di tanto differente tra bello e brutto…
Scatto una fotografia. Alcuni dicono che è brutta, alcuni dicono che è bella. Ne scatto un’altra. Stessa cosa. Ancora un’altra. Non Cambia.
Allora penso a cos’è la bellezza… Un istinto, ciò che ti fa dire immediatamente “mi piace” oppure “non mi piace” senza sapere neppure cosa stai guardando. Il fascino, di non sapere cosa stai guardando; il fascino di saperlo. Un’emozione, un sentimento che brucia, che non ti fa distogliere gli occhi. Una proiezione della nostra essenza all’esterno del nostro corpo. Un compiacimento razionale derivato dall’armonia delle forme e dei colori. Tutte queste cose sono aspetti della stessa cosa, o magari livelli successivi di bellezza? Guardo gli occhi azzurri di una ragazza e mi dico che io impazzisco per gli occhi che hanno il colore del cielo e del mare, un minuto dopo mi fisso estasiato su un paio di grandi occhi marroni e profondi come un bosco di faggi in autunno. L’amore è così facile, come contrastare il Dio della Gravità di Nietsche: una forza talmente risibile che la contrastiamo ogni giorno, camminando eretti, sollevando oggetti, volando negli aereoplani.

Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)

Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)

Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l’ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.

(F. Nietsche, Also Sprach Zarathustra)

Cyanotype Dream

marzo9

Nell’ambito della mia ricerca sul significato profondo della Fotografia ho realizzato questa piccola sequenza-autoritratto

Cyanotype Dream

Forse l’unico modo di vedere realmente una fotografia è fotografarla… se ci limitassimo a fotografare l’albero, guardando la fotografia noi vedremmo l’albero, non la fotografia. Arte trasparente, la fotografia riesce a rendersi invisibile nella sua apoteosi, una bella foto è quella che non ti fa parlare della foto stessa ma del soggetto, del messaggio, del valore simbolico e comunicativo: esaltandosi si annulla! Soprattutto nel mondo digitale, in cui la fotografia non esiste nemmeno come oggetto fisico, ma soltanto come sequenza numerica codificata. Questa è una riflessione in questo senso, che chiama in causa una tecnica di stampa, la cianotipia, vecchia come la fotografia stessa (ma che utilizza in questo caso un negativo ottenuto digitalmente), a sua volta fotografata. Questa serie di azioni apparentemente semplici genera un complesso puzzle metalinguistico, difficile da descrivere e da decifrare. E’ proprio in questa trasparenza che si nasconde, paradossale, la forza della comunicazione fotografica, talmente netta e immediata che non ha bisogno di simboli, né di goffe rappresentazioni, né di laboriosi interventi manuali: essenza pura che trascende da contenuti e contenitori.

Autoritratto – Aria

settembre8

Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine…

Autoritratto – Acqua

settembre6

Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine…

Acqua, fonte di vita, fresca carezza
che scorre veloce sulla mia pelle,
bellezza di movimento incessante,
armonia chimica di inizio e fine.

Larghi fiumi, imperiosi, distese
sconfinate di blu e verde, gelide
sorgenti di purezza: così è il tuo
aspetto, mutevole e mai chiaro.

Ho visto la tua forza su coste
battute dal vento, come dai la vita
senza pietà la togli, arida e crudele,
e in bocca non rimane che sabbia.

Ma non è arido il tuo tocco, oblio
di respiro, conforto di stanchezza.
Tu sei dentro di me, vivere senza
non posso, vivere è quello che voglio.

Autoritratto – Terra

settembre4

Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine…

Terra, suolo che mi sorregge,
il profumo dei campi arati
di fresco in una calda giornata
di un’interminabile estate.

Nutrimento di piante, humus
di prati bagnati, distese di verde,
sconfinate, fin oltre l’orizzonte;
terra che non ha mai fine.

Non invidio gli alberi né i fili d’erba,
radicati, sicuri, impassibili, fermi:
un prezzo troppo alto richiede
il tuo generoso nutrimento.

Io voglio correre veloce, camminare
a piedi nudi, da un luogo a un altro.
Perchè la mia casa è il mondo intero,
non la terra che tengo tra le mani.

Autoritratto – Fuoco

settembre3

Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine…

Fuoco, fiamma che brucia dentro,
desiderio informe di vanità vera,
grido di una passione senza fine,
purezza spietata, stupido dolore.

Ho visto fiamme sotto la pioggia,
cuori infuocati nel gelo invernale
stringersi ed amarsi, o soffrire
senza sosta per vivere una vita.

Fuoco, sciocca illusione di potere,
di controllo tra principio e fine;
impossibile equilibrio chimico
di rozze combustioni materiche.

Il mio fuoco brucia, mai si ferma,
nutrito dall’aria, agitato dal vento
che soffia sulla mia pelle, nuda
testimonianza di una vera vita.