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	<title>Alessandro Rotta &#187; Progetti fotografici</title>
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	<description>Fotografie e Parole, Amore e Odio, Corpo e Anima, Energia e Materia</description>
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		<title>Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 14:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi chiedo cosa ci sia di tanto differente tra bello e brutto&#8230;
Scatto una fotografia. Alcuni dicono che è brutta, alcuni dicono che è bella. Ne scatto un&#8217;altra. Stessa cosa. Ancora un&#8217;altra. Non Cambia.
Allora penso a cos&#8217;è la bellezza&#8230; Un istinto, ciò che ti fa dire immediatamente &#8220;mi piace&#8221; oppure &#8220;non mi piace&#8221; senza sapere neppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo cosa ci sia di tanto differente tra bello e brutto&#8230;<br />
Scatto una fotografia. Alcuni dicono che è brutta, alcuni dicono che è bella. Ne scatto un&#8217;altra. Stessa cosa. Ancora un&#8217;altra. Non Cambia.<br />
Allora penso a cos&#8217;è la bellezza&#8230; Un istinto, ciò che ti fa dire immediatamente &#8220;mi piace&#8221; oppure &#8220;non mi piace&#8221; senza sapere neppure cosa stai guardando. Il fascino, di non sapere cosa stai guardando; il fascino di saperlo. Un&#8217;emozione, un sentimento che brucia, che non ti fa distogliere gli occhi. Una proiezione della nostra essenza all&#8217;esterno del nostro corpo. Un compiacimento razionale derivato dall&#8217;armonia delle forme e dei colori. Tutte queste cose sono aspetti della stessa cosa, o magari livelli successivi di bellezza? Guardo gli occhi azzurri di una ragazza e mi dico che io impazzisco per gli occhi che hanno il colore del cielo e del mare, un minuto dopo mi fisso estasiato su un paio di grandi occhi marroni e profondi come un bosco di faggi in autunno. L&#8217;amore è così facile, come contrastare il Dio della Gravità di Nietsche: una forza talmente risibile che la contrastiamo ogni giorno, camminando eretti, sollevando oggetti, volando negli aereoplani.</p>
<div id="attachment_43" class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ale260382/3379402466/"><img class="size-full wp-image-43" title="Danza del Tramonto" src="http://www.alessandrorotta.com/wp-content/uploads/2009/04/zarathustra-425.jpg" alt="Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)" width="425" height="431" /></a><p class="wp-caption-text">Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)</p></div>
<blockquote><p>Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l&#8217;ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.<br />
<em></em></p>
<p><em>(F. Nietsche, Also Sprach Zarathustra)</em></p></blockquote>
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		<title>Cyanotype Dream</title>
		<link>http://www.alessandrorotta.com/archives/13</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 23:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[autoritratto]]></category>
		<category><![CDATA[cianotipia]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della mia ricerca sul significato profondo della Fotografia ho realizzato questa piccola sequenza-autoritratto&#8230;

Forse l&#8217;unico modo di vedere realmente una fotografia è fotografarla&#8230; se ci limitassimo a fotografare l&#8217;albero, guardando la fotografia noi vedremmo l&#8217;albero, non la fotografia. Arte trasparente, la fotografia riesce a rendersi invisibile nella sua apoteosi, una bella foto è quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Nell&#8217;ambito della mia ricerca sul significato profondo della Fotografia ho realizzato questa piccola sequenza-autoritratto</span>&#8230;</p>
<p><a title="Cyanotype Dream by Alessandro Rotta, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/ale260382/3342049943/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3298/3342049943_4a4e50299b.jpg" alt="Cyanotype Dream" width="426" height="108" /></a></p>
<p>Forse l&#8217;unico modo di vedere realmente una fotografia è fotografarla&#8230; se ci limitassimo a fotografare l&#8217;albero, guardando la fotografia noi vedremmo l&#8217;albero, non la fotografia. <span style="font-style:italic;">Arte</span> <span style="font-style:italic;">trasparente</span>, la fotografia riesce a rendersi invisibile nella sua apoteosi, una bella foto è quella che non ti fa parlare della foto stessa ma del soggetto, del messaggio, del valore simbolico e comunicativo: esaltandosi si annulla! Soprattutto nel mondo digitale, in cui la fotografia non esiste nemmeno come oggetto fisico, ma soltanto come sequenza numerica codificata. Questa è una riflessione in questo senso, che chiama in causa una tecnica di stampa, la <span style="font-style:italic;">cianotipia</span>, vecchia come la fotografia stessa (ma che utilizza in questo caso un negativo ottenuto digitalmente), a sua volta fotografata. Questa serie di azioni apparentemente semplici genera un complesso <span style="font-style:italic;">puzzle</span> metalinguistico, difficile da descrivere e da decifrare. E&#8217; proprio in questa trasparenza che si nasconde, paradossale, la forza della comunicazione fotografica, talmente netta e immediata che non ha bisogno di simboli, né di goffe rappresentazioni, né di laboriosi interventi manuali:<span style="font-style:italic;"> essenza</span> pura che trascende da contenuti e contenitori.</p>
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		<title>Il fotografo</title>
		<link>http://www.alessandrorotta.com/archives/12</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 00:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti fotografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione, in prosa, scaturita da alcune delle mie ultime letture&#8230;
Ogni fotografia appartiene al passato, è un qualcosa che è già stato, che non era prima dello scatto e che non sarà mai più (grazie a Barthes per avermelo fatto notare). L&#8217;unica certezza è che il fotografo era là, parte di quel passato. Non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Una riflessione, in prosa, scaturita da alcune delle mie ultime letture&#8230;</span></p>
<p>Ogni fotografia appartiene al passato, è un qualcosa che è già stato, che non <span style="font-style:italic;">era </span>prima dello scatto e che non <span style="font-style:italic;">sarà</span> mai più (grazie a <span style="font-style:italic;">Barthes</span> per avermelo fatto notare). L&#8217;unica certezza è che il fotografo era là, parte di quel passato. Non si vede quasi mai il fotografo, fanno eccezione l&#8217;autoscatto (ma allora chi è che scatta?) e gli specchi (ma parafrasando un noto romanzo lo specchio è solo un <span style="font-style:italic;">eidolon</span>), ma si ha la certezza che c&#8217;era, e che nella maggior parte dei casi ha materialmente premuto il pulsante. Ci sono tre tipi di fotografie:<br />
<span style="font-style:italic;">le fotografie che non hai fatto</span>, che sono la maggior parte, sono tutti quegli attimi che non hai fotografato, hai scelto di non fotografare, o che non hai potuto fotografare. Forse si può provare a contarli: ipotizzando un tempo medio di scatto di 1/125 di secondo ogni fotocamera <span style="font-style:italic;">non scatta</span> circa 10 milioni di fotografie al giorno ! Di questi non scatti solo una piccolissima parte divengono scatti:<br />
<span style="font-style:italic;">le fotografie che hai fatto</span>, in maggioranza finiscono archiviate in scatole portanegativi o in hard disk in forma binaria, scampoli di passato che vengono degnati di un paio di occhiate al massimo. Ogni fotografo ha migliaia e migliaia di queste foto, sono ingombranti, pesanti, polverose. Raramente accade il miracolo, e una piccola parte di questi scatti dimenticati diventano patrimonio comune:<br />
<span style="font-style:italic;">le fotografie che hai scelto</span>, ovvero quel sottoinsieme di scatti che scegli di mostrare agli altri, quei frammenti di passato che hai deciso siano degni di essere portati al livello del presente. E qui accade il miracolo, perchè anche sottoforma di squallidi e sbiaditi simulacri bidimensionali e monomediali, questi oggetti riescono a trasmettere emozioni. Come sia possibile evocare, in un pezzetto di carta bianca macchiata di nero grande quanto un biglietto da visita, l&#8217;esistenza di un individuo morto cento anni fa, mai visto né conosciuto, oppure esplorare un luogo ormai dimenticato, è il grande mistero della fotografia.<br />
E tutti questi scatti sono accomunati da una sinistra presenza, il fotografo, una sorta di <span style="font-style:italic;">profeta </span>del passato, colui che ha il potere e la responsabilità di decidere cosa è importante e cosa è insignificante. Una fotografia è ciò che sta <span style="font-style:italic;">davanti </span>alla fotocamera, dietro c&#8217;è il vuoto, un frammento di passato che non solo non è stato fotografato, ma che non è stato neppure <span style="font-style:italic;">non fotografato</span>, né avrebbe potuto esserlo, perchè la macchina era puntata nella direzione opposta. Questo aspetto della fotografia mi ha sempre spaventato, il non poter sapere cosa c&#8217;era dietro alla macchina al momento dello scatto, il non poter definire questa presenza inquietante del <span style="font-style:italic;">fotografo</span>, questa figura di cui si vede soltanto ciò che egli stesso vede, di cui non si sa neppure come era vestito, di che colore aveva i capelli, se era uomo o donna, bambino o anziano. Talvolta una fotografia sarebbe forse più interessante se la macchina fotografica al momento dello scatto fosse stata utilizzata a rovescio: avremmo potuto vedere l&#8217;occhio del fotografo, attento all&#8217;inquadratura, l&#8217;indice che preme il pulsante&#8230; ma, fortunatamente per noi fotografi, questo è soltanto uno sciocco paradosso, perchè così non esisterebbe più <span style="font-style:italic;">quella</span> fotografia, e neppure avrebbe senso discutere su chi stava <span style="font-style:italic;">dietro </span>a un&#8217;immagine che non esiste.</p>
<p>Un augurio a tutti i fotografi, che possiate sempre navigare nel vostro presente senza affogare nel vostro passato e senza dissolvervi in un futuro che non esiste ancora. Noi siamo <span style="font-style:italic;">ora</span>.</p>
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		<title>Autoritratto &#8211; Aria</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
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		<description><![CDATA[Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;</span></p>
<p><img class="alignnone" style="border: 5px solid black; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/__u6ZkQzyFoA/SMVzL7tZQ4I/AAAAAAAAALQ/Jw2Gr6-S5kE/s320/Scan-080908-0002-small.jpg" border="0" alt="" width="320" height="200" /></p>
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		<title>Autoritratto &#8211; Acqua</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;

Acqua, fonte di vita, fresca carezza
che scorre veloce sulla mia pelle,
bellezza di movimento incessante,
armonia chimica di inizio e fine.
Larghi fiumi, imperiosi, distese
sconfinate di blu e verde, gelide
sorgenti di purezza: così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;</span></p>
<p><img class="alignnone" style="border: 5px solid black; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/__u6ZkQzyFoA/SMKIBKX9-JI/AAAAAAAAALA/ZqgFBnlOpCU/s320/Scan-080906-0001-small.jpg" border="0" alt="" width="320" height="200" /></p>
<p>Acqua, fonte di vita, fresca carezza<br />
che scorre veloce sulla mia pelle,<br />
bellezza di movimento incessante,<br />
armonia chimica di inizio e fine.</p>
<p>Larghi fiumi, imperiosi, distese<br />
sconfinate di blu e verde, gelide<br />
sorgenti di purezza: così è il tuo<br />
aspetto, mutevole e mai chiaro.</p>
<p>Ho visto la tua forza su coste<br />
battute dal vento, come dai la vita<br />
senza pietà la togli, arida e crudele,<br />
e in bocca non rimane che sabbia.</p>
<p>Ma non è arido il tuo tocco, oblio<br />
di respiro, conforto di stanchezza.<br />
Tu sei dentro di me, vivere senza<br />
non posso, vivere è quello che voglio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Autoritratto &#8211; Terra</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 12:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale260382</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[autoritratto]]></category>
		<category><![CDATA[elementi]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Elementi di un autoritratto, quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco. Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;


Terra, suolo che mi sorregge,
il profumo dei campi arati
di fresco in una calda giornata
di un&#8217;interminabile estate.
Nutrimento di piante, humus
di prati bagnati, distese di verde,
sconfinate, fin oltre l&#8217;orizzonte;
terra che non ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Elementi di un autoritratto, </span><span style="font-style:italic;">quattro elementi che mi compongono, acqua, aria, terra, fuoco.</span> <span style="font-style:italic;">Una serie fotografica di quattro elementi, accompagnata da quattro poesie di quattro quartine&#8230;<span style="font-style:italic;"><br />
</span></span><br />
<img class="alignnone" style="border: 5px solid black; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/__u6ZkQzyFoA/SL_gwTWZxdI/AAAAAAAAAK4/XiS5PGHc8j4/s320/Scan-080903-0005-small.jpg" border="0" alt="" width="320" height="198" /></p>
<p>Terra, suolo che mi sorregge,<br />
il profumo dei campi arati<br />
di fresco in una calda giornata<br />
di un&#8217;interminabile estate.</p>
<p>Nutrimento di piante, humus<br />
di prati bagnati, distese di verde,<br />
sconfinate, fin oltre l&#8217;orizzonte;<br />
terra che non ha mai fine.</p>
<p>Non invidio gli alberi né i fili d&#8217;erba,<br />
radicati, sicuri, impassibili, fermi:<br />
un prezzo troppo alto richiede<br />
il tuo generoso nutrimento.</p>
<p>Io voglio correre veloce, camminare<br />
a piedi nudi, da un luogo a un altro.<br />
Perchè la mia casa è il mondo intero,<br />
non la terra che tengo tra le mani.</p>
]]></content:encoded>
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