Danza del Tramonto (Also Sprach Zarathustra)
Mi chiedo cosa ci sia di tanto differente tra bello e brutto…
Scatto una fotografia. Alcuni dicono che è brutta, alcuni dicono che è bella. Ne scatto un’altra. Stessa cosa. Ancora un’altra. Non Cambia.
Allora penso a cos’è la bellezza… Un istinto, ciò che ti fa dire immediatamente “mi piace” oppure “non mi piace” senza sapere neppure cosa stai guardando. Il fascino, di non sapere cosa stai guardando; il fascino di saperlo. Un’emozione, un sentimento che brucia, che non ti fa distogliere gli occhi. Una proiezione della nostra essenza all’esterno del nostro corpo. Un compiacimento razionale derivato dall’armonia delle forme e dei colori. Tutte queste cose sono aspetti della stessa cosa, o magari livelli successivi di bellezza? Guardo gli occhi azzurri di una ragazza e mi dico che io impazzisco per gli occhi che hanno il colore del cielo e del mare, un minuto dopo mi fisso estasiato su un paio di grandi occhi marroni e profondi come un bosco di faggi in autunno. L’amore è così facile, come contrastare il Dio della Gravità di Nietsche: una forza talmente risibile che la contrastiamo ogni giorno, camminando eretti, sollevando oggetti, volando negli aereoplani.
Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare. E quando vidi il mio diavolo, lo trovai serio, esatto, profondo e solenne. Era lo spirito della gravità, per lui precipitano tutte le cose: non si uccide con l’ira, ma con il sorriso. Su, uccidiamo lo spirito di gravità! Ora sono leggero, ora volo, ora mi vedo sotto di me, ora è un dio che si serve di me per danzare. Così parlò Zarathustra.
(F. Nietsche, Also Sprach Zarathustra)

